giovedì 8 settembre 2011

Renewal

Ripartiamo da qui, dunque. Da dove avevo interrotto e lasciato.
Tenere un blog non è da me, assolutamente. La costanza non è il mio forte. Perseveranza sì, costanza no.
L'ultimo post che ho scritto è stato pochi giorni prima della Semifinale del MArteLive, sezione Fumetto. Credo sia d'obbligo a questo punto scrivere qualcosa a riguardo, dal momento che ho avuto la fortuna di poter fare una simile esperienza e chissàquandomiricapitamò. Cercherò di non essere il solito prolisso, il che significa quasi sicuramente che scriverò l'ennesimo papiro e voi non lo leggerete fino alla fine o forse manco comincerete a leggere, eccetera.
Alcune note preliminari: scopo della serata era disegnare "quello che ti pare",  che però fosse preferibilmente una storia autoconclusiva, se gareggiavi per la sezione Fumetto, o almeno un'illustrazione completa, se gareggiavi per la sezione Illustrazione.
Io Fumetto. Storia quindi.
Nei giorni precedenti la serata (due giorni prima, per la precisione) ho deciso ciò che avrei disegnato, grazie anche ad alcuni consigli da parte di mio fratello maggiore. L'importante, almeno per come la vedevo io, era riuscire a disegnare qualcosa di insolito, o che fosse comunque in grado di attirare l'attenzione di chi sarebbe passato lì nei pressi dello stand, e non soltanto per il contenuto della storia, ma anche per il modo in cui essa veniva disegnata.
Per quanto riguarda la storia in sè, ho deciso di puntare su un metafumetto e, dunque, sulla metanarrazione. Essendo il MArteLive un contest, una sfida, io non ho fatto altro (uhm, detta così pare facile, ma non lo è) che raccontare e disegnare lo "scontro" tra due disegnatori ed i loro rispettivi personaggi. Ho immaginato due disegnatori diversi (l'uno tipico graphic-novelista/radical-chic/bohémien/quellarobalì, l'altro ciccio-nerd appassionato di supereroi) che partecipano ad un contest con le loro storie. I due protagonisti di quest'ultime però, finiscono per "uscire" dalla rispettiva storia, per ritrovarsi poi in quella dell'altro personaggio e, quindi, dell'altro disegnatore. Un salto grafico e mentale che ribalta un po' lo schema standard di una storia a fumetti.
La realizzazione di questa storia è stato il punto forte (e ne sono abbastanza fiero). Ho cominciato a disegnare le due "diverse" storie contemporaneamente, su due diversi fogli A3 orientati orizzontalmente (grande cazzata questa, la decisione delle dimensioni), una vignetta alla volta per ogni storia. Disegnavo quindi un po' su un foglio, un po' su un altro, come se stessi facendo due cose diverse in contemporanea. La cosa ha avuto gli effetti che speravo sui passanti: creare curiosità, far nascere domande su cosa stessi facendo, sorprendere chi magari si aspettava di ritrovarsi davanti solo dei bei disegni da guardare, e non da capire.
Non appena le due storie si apprestavano ad arrivare alla conclusione, ho unito i due fogli lungo i lati lunghi, di modo da avere un'unica, enorme tavola A2.
Ed un'unica storia quindi, la quale poteva essere letta partendo indifferentemente da uno dei due "inizi", e che per essere capita nel complesso necessitava di una continua rotazione del foglio.
Paradossalmente, il finale del racconto era quindi nella parte centrale della supertavola, laddove i due fogli iniziali andavano ad unirsi.
Alcune considerazioni postume vanno fatte.
In primis, che l'esperienza della serata è stata fantastica, carica d'adrenalina ed esaltante, proprio come mi aspettavo. Non so in quanti potranno capire davvero questa cosa, ma è stata una cosa per me importante, e alla quale tenevo tantissimo. Vi prego di non banalizzare.
Il rammarico principale sta nel fatto che, avendo poco poco poco poco tempo a disposizione (realizzare ed inchiostrare due Tavole A3 in una serata è una cosa per me quasi totalmente impensabile), mi sono dovuto concentrare totalmente sul lavoro, perdendo la percezione di ciò che avevo intorno, e vivendo il tutto con uno stato di tensione al limite del sopportabile, causato dal timore di non riuscire a portare a termine il lavoro. Avrei preferito affrontare il tutto con maggiore serenità, dialogare di più con le persone che si fermavano allo stand e che sfogliavano il mio book (per dire, ho solo vaghi flash di queste persone...ricordo però parecchi volti sorridenti, perciò in cuor mio so che ciò che faccio può essere apprezzato davvero, anche da gente sconosciuta), e rendere più partecipi gli amici che erano lì per sostenermi.
Dedico un pensiero a questi ultimi. In realtà spero di averlo già fatto di persona (e a sufficienza), ma ad ogni modo cerco di rimediare qui sopra: vi ringrazio davvero di cuore per essere venuti. Di avermi sostenuto (e di avermi votato, of course). Di cuore.
Ringrazio inoltre Joi@, l'illustratrice che ha condiviso l'evento insieme a me con grande simpatia.
Ad ogni modo, qui potete trovare un breve riassunto della serata (per la sezione Fumetto), con una piccola intervista fattami mentre disegnavo (e, quindi, mentre non prestavo molta attenzione a ciò che rispondevo).
Questa, invece, è la Tavola finale della storia che ho realizzato.
Per chiudere, qualche annotazione personale sulla gestione di una serata del genere, che metto qui come promemoria personale e che potrebbe risultare utile a chiunque altri si ritrovasse a fare una simile esperienza:
- Lavora su fogli più piccoli, cazzo;
- Scriviti i dialoghi PRIMA della serata, e non inventarteli sul momento credendoti il demiurgo delle sceneggiature ex-tempore;
- Scordati di lavorare con pennino, pennello e inchiostro se non hai la pratica e l'esperienza per farlo con la velocità necessaria;
- Procurati una qualche lampada portatile da millemila Watt;
- Contatta prima della serata il disegnatore che sarà lì con te e chiedigli se anche lui avrà intenzione di indossare una maglietta color porpora;
- Beviti il cocktail prima che si sciolga il ghiaccio.

Al termine delle cinque (o quattro, non ricordo) serate delle Semifinali, sono uscite online le classifiche degli artisti della regione Lazio (redatte in base ad una votazione popolare + una votazione fatta da giudici di categoria). Per quel che mi riguarda, sono arrivato terzo (su un totale di 11 partecipanti alla sezione Fumetto/Illustrazione), risultato più che soddisfacente, considerato il mio livello di preparazione, e il fatto che mi presentavo lì come un autentico sconosciuto.
Le finali, come si legge qui, sono state spostate da Settembre ad Ottobre. Non so ancora se la mia posizione mi consentirà di rientrare tra i finalisti, però sinceramente ci spero (anche se, senza alcuna modestia, ritengo nulle le possibilità di vittoria finale).

Passando ad altro, invece, alcuni aggiornamenti random sulle cose successe negli ultimi mesi:
- Ho terminato a Giugno, con grande soddisfazione, il lavoro come vignettista presso L'Inchiesta Quotidiano. Per quanto riguarda il prossimo anno non so ancora se la collaborazione ripartirà, anche se in parte preferirei di no. Di strisce umoristiche che non fanno ridere ce ne sono già tante in giro, e quelle che ho fatto io non erano da meno (anche se, testimonianza reale, pare piacessero molto agli anziani al bar).
- Ho risentito Enrico Teodorani di E.F. Edizioni, riguardo la storia che ho disegnato per loro. A quanto pare hanno avuto dei problemi e hanno dovuto rimandare alcuni progetti e pubblicazioni. Se saprò qualcosa riguardo un'eventuale pubblicazione cartacea della storia, vi aggiornerò qui su;
- Ho continuato a collaborare con la Scuola Fumetto Cassino, in particolare per la rivista Manicomik. Mi era stato chiesto di realizzare un'illustrazione che avesse come tema "la disoccupazione". Il risultato è stato poi utilizzato per la copertina dell'albo, ed è questo:
L'illustrazione era in principio accompagnata anche da una didascalia, poi accantonata. E' comunque presente il binomio "disegno + testo" sulla mio profilo di Facebook (cercate tra gli album di foto).
Per il numero seguente di Manicomik, in uscita ad Ottobre o giù di lì, ho inviato giorni fa una vignetta ed una striscia, con tema la nuova manovra finanziaria. Come da "regolamento", però, non posso pubblicarle prima dell'uscita della rivista, perciò aspettiamo;
- Gryeph è praticamente pronto. Lettering ultimato, illustrazioni ultimate, grafica ultimata, impaginazione ultimata. A breve, breve, brevissimo, ci saranno sontuosi aggiornamenti. Stay tuned.

Concludo dicendo che sono in dirittura di arrivo un paio di novità. L'una riguarda anche Gryeph, ed in particolare la sua pubblicazione. L'altra riguarda solo me, ed è piuttosto importante.
Ma preferisco parlare di entrambe non appena avrò più coscienza e sicurezza delle cose.

Arrivederci.

lunedì 9 maggio 2011

MArteLive

Domani sera sarò all'Alpheus per la semifinale del MArteLive, sezione Fumetto.
Non è un post informativo, è più una cosa che volevo scrivere io come memento.

L'ultima volta che ho disegnato dal vivo, davanti a gente che mi guardava passando, è stato cinque anni fa.
La cosa che mi ricordo è che è difficile, almeno per me. Molto difficile.
Spero che domani sarà diverso.

Non dormo da tre giorni circa.
Ma sono contento lo stesso.


domenica 23 gennaio 2011

Non ci sono suoni, qui

sabato 15 gennaio 2011

Bamboo (e varie paraculate)


Anno nuovo, vita nuova.

N'èvveroncàzzo.
Nonostante le novità che a intervalli regolari si affacciano su quella che è (almeno attualmente) la mia sorda routine, a me sembra proprio di star sempre fermo nello stesso identico punto di quello sporco finale di duemiladieci.
Mi arrangio come posso per cercare di intravedere una qualche svolta che sia, in qualche modo, decisiva.
Disegno.
Disegno ogni volta che posso perchè il disegno è ossigeno puro, grezzo e pastoso.
E questo è vero, cavolo.

Adesso parlerò un po' di quelli che, per ora, potrebbero rivelarsi tra i migliori 90 euri che abbia mai speso. Ossia, ciarlerò riguardo la tavoletta grafica autoregalatami a Natale: una Wacom "Bamboo Pen&Touch".
Ho parlato di questo mio acquisto praticamente ad ogni persona a cui possa fregare almeno un minimo delle mie evoluzioni artistiche. Nonostante il variare dell'interlocutore, le conversazioni sono state l'una identica all'altra.
"Ehi, mi sono comprato la tavoletta grafica per disegnare al piccì!"
"Wacom?"
"Sì."
"Bamboo?"
"Sì."
"E' la migliore."
Il fatto che tutti abbiano detto "è la migliore" mi ha evitato di pensare che avessi preso un pacco gigantesco.
Certo, che io stia scrivendo sul blog riguardo alla tavoletta non è certo un qualcosa di immotivato. Non voglio star qui a farne una recensione.
In realtà scrivo perchè più la uso e più mi viene da riflettere a proposito delll'evoluzione della tecnologia, dell'arte, del disegno e della sua digitalizzazione.

Passo indietro.
Durante le vacanze natalizie ho preso un caffè (no, una cioccolata calda) con Matteo, dopo almeno un paio d'anni in cui ci eravamo limitati a sentirci via mail.
Abbiamo parlato come due vecchi compagnoni di un sacco di cose, senza mai discostarci troppo da quello che era però l'argomento di fondo: il fumetto.
Tra i vari topic di chiacchiere è venuta fuori anche questa cosa della digitalizzazione, della differenza di un disegno "a vivo" e di uno fatto invece interamente al computer, o di come la tecnica a mano possa sposarsi con le potenzialità offerte dal piccì.
Sembravamo un paio di quei critici da talk show, di quelli che si riempiono la bocca di parole masticate ma non digerite. Di quelli che ti verrebbe voglia di prendere a schiaffi.
Si è parlato anche di tavolette grafiche, ovviamente. Lì mi è partito lo sfizio e il giorno dopo ne ho comprata una.
A tal proposito, pubblico questo disegno.
Ecco, questo l'ho fatto oggi, tra un buco e l'altro della mattinata. Tutto al piccì, con la tavoletta.
Disegnato con Illustrator e colorato in Photoshop.
"Beh, fico cazzo", verrebbe da pensare. In effetti il risultato piace anche a me. Il problema però è un altro.
Ossia che Illustrator + tavoletta grafica è un'accoppiata spaventosa. In gran parte, se mi si passa l'eresia, si può dire che il disegno te lo fa lui.
Mi spiego: tu magari tracci la tua linea con la pennetta, la quale per forza di cose sarà sbilenca e tremolante (che poi io ho delle mani in perenne effetto Mercalli), e Illustrator cosa ti fa?
Te la raddrizza, te la sistema, te la arrotonda in automatico e te la rende morbida come il culo di un infante. Provare per credere, è stupefacente.
"Ma scusa, sei al quinto anno di Architettura e non sapevi che Illustrator avesse questa opzione?"
Ennò, non lo sapevo.
Vorrei poter descrivere a parole quanto questa cosa mi sbalordisca/affascini/spaventi, ma ho idea che dovrei dilungarmi troppo (ma soprattutto, sto scrivendo a tempo perso, per riposarmi, e non mi va troppo di stare a pensare).

Arrivo al punto. Quello che mi chiedo è: "quanto di mio c'è in quel disegno?"
Solo perchè ho deciso il soggetto, o perchè ho messo una linea qui anzichè lì, o ho optato per questo colore al posto di quello, posso davvero dire che sia opera mia?
Volendo metterla all'estremo: chiunque potrebbe disegnare quei due personaggi, se munito di tavoletta e apposito programma?
O è una cosa che è venuta fuori da me, e da me soltanto?
Non riesco a capire se ci sia del lavoro dietro quel disegno, se permane un minimo di manualità, o se il computer prende il posto della mano quasi in modo definitivo.

C'è da dire che il processo di disegno al computer, oltre che innovativo e divertente (ma ripeto, siccome sono alle prime armi, questa caratteristica è probabile che vada via via spegnendosi), abbatte i tempi di lavoro in maniera mostruosa.
Il disegno dal vivo, per quel che mi riguarda, solitamente passa attraverso queste fasi:
- ideazione
- bozza a matita
- matita definitiva
- inchiostrazione
- scanning
- post-editing al computer
...che è davvero un processo che porta via tempo. A volte impiego ore per fare disegnini di merda.

Con la tavoletta non succede. Prendi e "bam!", scarabocchi in definitiva, come se stessi già inchiostrando. 
Inutile poi che stia qui ad esporre quanto siano precise e veloci le correzioni che possono essere fatte al computer, nel caso ti capiti di commettere un errore.
"Cazzo, ho sbagliato".
Ctrl + z.
"Cazzo, ho sbagliato tre linee fa."
Ctrl +z, Ctrl +z, Ctrl +z.
Velocissimo.

Questa cosa, ripeto, mi spaventa.
Temo che il disegno, quello su carta, quello fatto di macchie indelebili e sudore (sì, vabbè, "sudore"...giusto per dare un po' d'enfasi al testo...non sudo quando disegno, tranne quando mi sparo le lampade in faccia, la sera) possa andare perduto.
Indubbiamente come strumento la tavoletta è utilissima, specialmente per realizzare disegni veloci o scadenzati, come quelli che faccio per L'inchiesta; spero però di non diventarne schiavo.

Mi piacerebbe però sfruttarne la velocità per diventare un po' più produttivo, o per evolvermi anche con altri metodi e stili di disegno.
Ci sono delle idee, ad esempio, che avevo accantonato per mancanza di tempo. Robe che necessitavano di una certa "serialità" di pubblicazione (vignette, strip, eccetera), che però io non potevo assicurare.
E' il caso ad esempio di questo personaggio, lasciato a marcire per più di un'anno e mai concretizzato (ma non sto qui ad assicurare che d'ora in avanti il suo destino possa avere risvolti migliori).
Con la tavoletta ci vogliono due minuti a disegnare una cosa simile. Zap.
Scarbocchi e via. Le linee storte Illustrator le raddrizza. Se sbagli correggi senza problemi.
Poi colori con Photoshop, e riempi di effetti strafighi.
Cavolo, è davvero spaventoso.
La tecnologia è spaventosa.

Ultima annotazione: disegnare con la tavoletta, contrariamente a quanto si possa pensare, è del tutto diverso dal disegno sul foglio di carta.
Quando disegni a computer devi dividerti tra l'utilizzo della penna, del mouse e della tastiera, e sposti le mani da una parte all'altra così velocemente che ti sembra di guidare l'Enterprise.
Unico problema davvero insopportabile riscontrato sin'ora: a differenza della realtà, con la tavoletta non puoi rigirarti il foglio quanto e come cavolo ti pare.
Per il resto è davvero divertente.

Saluti.

venerdì 7 gennaio 2011

"L'anello cosmico"

Finalmente ho disegnato la mini-storia che mi aveva chiesto Salvatore.
Doveva trattarsi di una Tavola autoconclusiva, che però ho finito per sdoppiare per esigenze di sceneggiatura (il buon Saso non era stato categorico più di tanto, nè pretenzioso. Si era limitato a inviarmi il soggetto della storia tramite messaggio di Facebook, e in mancanza di ulteriori vincoli mi son preso le mie consuete libertà).

Ho variato leggermente dal solito stile che utilizzo. A Natale ho comprato una tavoletta grafica e volevo giocarci un po', sicchè ho colorato le due Tavole al piccì, tentando di metter su una mezzatinta digitale.
Considerato il tempo che avevo a disposizione (o forse, che "avevo voglia di avere a disposizione"), il risultato non è male, tenendo presente che è il mio primo approccio con la suddetta tavoletta.
Per quanto riguarda l'utilizzo dei filtri di photoshop, so che è da principianti usarli.
Però sticazzi.


lunedì 27 dicembre 2010

Tavole sporche

La scorsa settimana, prima di tornare in terra natìa per le festività natalizie, sono riuscito a concludere le Tavole della storia per E.F. Edizioni.
Con le dovute accortezze, penso sia uno dei migliori lavori che abbia mai fatto (per ora), e la cosa mi fa' piacere, perchè è difficile che io riesca davvero ad apprezzare i miei disegni.
Non è stato semplicissimo, perchè è un tipo di storia con la quale non mi ero mai cimentato (e di donne nude ne avevo disegnate pochissime prima d'ora). L'ambientazione però m'aggradava e si sposava bene col mio stile (quando scrivo "mio stile" mi vibra la schiena...ho uno stile io?), quindi il lavoro è andato avanti piacevolmente e mi ha parecchio trasportato.
Purtroppo al momento non so dirvi quando saranno pubblicate in versione cartacea. Come mi è stato detto, però, in Italia la storia dovrebbe essere inserita in un volume antologico che uscirà prossimamente per E.F. Edizioni. Inoltre (e questa è una chicca) c'è la possibilità che le stesse Tavole vengano inserite in un altro albo edito da Virus Comix, intitolato 'Bloke's Tomb Of Horror', e dedicato per il numero in questione (che dovrebbe essere l'8) al personaggio di Francesca Paolucci: la vampira Carmilla.
La Virus Comix è una casa editrice indipendente americana, quindi POTREI essere pubblicato in America (!).
Di seguito vi inserisco in anteprima web le Tavole della storia (dal momento che ho idea che saranno in pochi a voler pagare qualche spiccio per vederle stampate), sperando che qualcuno apprezzi e tacitamente si auguri di poter vedere in futuro altra roba del genere.
La storia si intitola "La frusta di Carmilla" (anche se, a onor del vero, io le ho disegnato un frustino), e la sceneggiatura è di Francesca Paolucci.


Credo inoltre che il mio lavoro di artistoide per il 2010 possa chiudersi qui. Probabilmente disegnerò qualcos'altro in questi giorni, ma lo lascerò lì dov'è e non lo pubblicherò (sia perchè non mi va di stare al piccì, sia perchè non ho idea di come funzioni lo scanner di Cassino e non ho voglia di trafficare con fili vari, uscite USB e regolazioni di contrasti solo per schiaffare altri scarabocchi su internette).
Preferisco chiudere l'anno con qualcosa di apprezzabile e di cui vado fiero. E' una cosa bella, secondo me.
Per il resto, vi dò appuntamento all'anno prossimo.
Con un sacco di novità, di ciarle a buon mercato, e di nuovi e bruttissimi disegni.


Non vi faccio gli auguri di buon anno perchè si dice che sia sbagliato farli in anticipo.
Pare che porti sfiga, tipo.
Un po' come guardare il TG4.


À bientôt.

 




martedì 21 dicembre 2010

Illustrazione per "Manicomik" di Dicembre

L'illustrazione di cui accennai tempo fa.
Adesso la rivista è uscita, quindi posso pubblicarla.
Saluti.

venerdì 17 dicembre 2010

Fidatevi?

Ultimi scampoli di duemiladieci passati in ibernazione. Oggi a Roma ha anche nevicato (sì, un po' dappertutto in Italia, in verità).
Buonasera a tutti. Scrivo un paio di scemenze e vado via.


Ho una notizia quasi buona. Questa settimana ho revisionato il primo capitolo di Gryeph, già letterato da Matteo tempo addietro [oggi è pure il suo compleanno (di Matteo, non di Gryeph), fategli gli auguri], ma bisognoso comunque di una aggiustata.

Taglia, allunga, cancella, riscrivi, trasforma, copri, eccetera eccetera.
Non è stato proprio un lavoraccio, anche perchè una volta che prendi il ritmo vai avanti veloce, si tratta solo di ripetere qualche trilione di volte le stesse operazioni su photoshop.
Comunque, la notizia vera e propria è che, salvo qualche piccola piccola correzione ancora da apportare, il primo capitolo è c-h-i-u-s-o.
Al più presto mi metterò all'opera sul secondo e sul terzo (il quarto è ancora in fase di lettering versione Beta).
C'è di che ben sperare. Fidatevi.
Tra l'altro, rileggendo il tutto in post-revisione, sono rimasto semi-affascinato.
I disegni risalgono ormai al 2007, ma ancora non mi fanno proprio schifo schifo, per quanto grezzi, semplici e a più riprese errati. Inoltre, con i balloon e i dialoghi aggiunti, sembra quasi un fumetto serio, vero, come-si-deve.
(Un'altra cosa di cui posso essere contento è il tempo di lettura: pensavo che per leggere l'intero volume sarebbe bastata una mezz'ora, ma forse si riesce a sforare di qualche minuto. E' seccante pensare che lavori tre anni per una mezz'ora di lettura, no?)
Dunque siamo sulla buona strada.
Il duemilaundici sarà l'anno di Gryeph.
Uscirà, uscirà. Ve lo prometto.





Altri capitoli lavorativi:


- Sto proseguendo l'inchiostrazione delle tavole per E.F. Edizioni. Attualmente son pronte 2,5 tavole su 4.
Sta venendo fuori un lavoro non male, che spero di terminare entro la prossima settimana.
Così me ne vado in vacanza con la coscienza tranquilla.
 

- Ho intrapreso la collaborazione di cui avevo accennato in precedenza con il quotidiano "L'Inchiesta". Si tratta di fare delle caricature saltuarie in mezzo alla settimana, più una striscia umoristica settimanale, che esce ogni sabato mattina nell'edizione del weekend (domani uscirà la terza).
Il quotidiano è reperibile in tutte le edicole della provincia di Frosinone (oddio, non so se proprio in tutte tutte le edicole, ma la maggior parte credo di sì).




Lascio in chiusura uno schizzo fatto qualche ora fa. Avevo la mano che stava per congelarsi e ho optato per la soluzione "matitapazza" (a dire il vero il disegno era una specie di test, che, ovviamente, non ho superato).

Ciaocciào.


domenica 12 dicembre 2010

"Gli uomini portano sfiga"

mercoledì 1 dicembre 2010

Lì per lì non sembra

Ieri stavo riordinando un po' di file sul piccì. Mi son capitati sotto il mouse alcuni dei primi disegni che scannerizzai, nel lontano duemilacinque.
Inutile star qui ad esporre i vari commenti che mi è venuto spontaneo fare. "Che schifo", per dover di cronaca, è stato quello più gettonato.
In pratica, quando ti ritrovi a guardare i tuoi vecchi lavori, quelli di cinque anni addietro o anche più, inevitabilmente finisci col paragonarli con i tuoi lavori attuali. Stile contro stile, tratto contro tratto. Vince quasi sempre il più recente, più vivo, più sentito.
"Belle merde ho fatto nel duemilacinque" dicevo. "Sta roba non l'ho fatta io" pensavo.
No, no, invece sì, tutta roba mia. Vergogna, vergogna.
Eppure, senza quei disegni, al punto di adesso non ci sarei arrivato. Evoluzione, crescita. Piano piano.
"Ah, quindi tu dici che adesso sai disegnare bene e prima no?"
No, dico solo che adesso è tutta un'altra cosa. Adesso ciò che faccio non mi pare merda, o almeno non sempre.
Tra cinque anni però, potrei ritrovarmi a passare in esame i disegni del duemiladieci, e a ripetere le frasi di cui sopra, sostituendo soltanto l'anno di esecuzione dei lavori.
"Che schifo" dirò. "Belle merde ho fatto nel duemiladieci". Così funziona. E' buffo ma è così.
Questa cosa è spaventosamente piacevole.

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